Chiusura Festiva

In occasione delle prossime festività ebraiche la Biblioteca rimarrà chiusa nelle seguenti date: 8, 9, 22, 23, 29 e 30 Settembre. Dal mese di Ottobre l'orario di apertura riprenderà regolarmente.

Open time

Lunedì e Mercoledì dalle 13 alle 17
Martedì e Giovedì dalle 9 alle 13

La biblioteca è chiusa durante le festività ebraiche e civili.

Per accedere all’Archivio si deve richiedere un’autorizzazione scritta via lettera o via e-mail all'indirizzo
precisando la natura della ricerca che si intende svolgere.

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Assaf Gavron“Per ogni cosa c'è un momento e un tempo per ogni azione sotto il sole. C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per raccogliere ciò che si è piantato.”
Il tempo per giudicare e condannare l’altro, il tempo perso ad attendere inutilmente l’autobus, l’attimo fuggevole d’un incontro di sguardi. Quanto vale il nostro tempo? Qual è il significato profondo d’un istante, per noi che viviamo in questo mondo, dove il disperato sacrificio di uno può annichilire le vite di molti in un batter di ciglia? Di questo parla “La mia storia, la tua storia” di Assaf Gavron.
Eitan Einoch è un giovane yuppie di successo. Ha un bella ragazza, un appartamento spazioso e ben arredato, un lavoro come venditore alla Time’s Arrow, azienda Hi-tech che si occupa del risparmio del tempo, proponendo un software che sostituisca i centralinisti dei call center ottimizzando così costi e tempi di gestione.
Una mattina, mentre viaggia sul solito autobus diretto a lavoro, vede salire un uomo dalla pelle scura, si convince che non dev’essere per forza sospetto e rassicura anche il ragazzo seduto accanto a lui, Ghiora, che gli chiede, nel caso succeda qualcosa, di contattare la sua ragazza. La notizia lo raggiunge a lavoro. C’è stato un attentato: L’autobus da cui è appena sceso è esploso. La vita di Eitan viene totalmente stravolta, scampa miracolosamente ad altri due attentati diventando così una celebrità televisiva, ma gli attacchi terroristici, nonostante non l’abbiano ferito fisicamente, l’hanno comunque lacerato nell’anima.

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Wolfgang Benz, I protocolli dei savi di Sion. La leggenda del complotto mondiale ebraico, a cura di Andrea Gilardoni e Valentina Pisanty, Mimesis, Milano-Udine 2009, pp.170, € 16,00

Non sappiamo già tutto sui “Protocolli dei savi di Sion” e sulla teoria del complotto? C’era bisogno di un altro libro? A giudicare dall’intensità dell’attività editoriale in Italia e all’estero attorno a questo tema, è evidente che sì. Un po’ per l’allarmante attualità (continue riedizioni, anche in italiano, riduzioni televisive, letture radiofoniche ecc.), e un po’ per l’incredibile capacità che questo testo dimostra di avere in quanto strumento di propaganda e di catalizzatore di simpatie politiche. L’edizione italiana dello studio di Wolfgang Benz, docente di storia alla Technische Universität di Berlino e direttore del Centro per la ricerca sull’antisemitismo (a quando un’analoga iniziativa universitaria nostrana?) è particolarmente pregevole perché si inquadra in un più ampio progetto che pone al centro dell’attenzione l’effetto della manipolazione del linguaggio e della realtà. Non a caso s’intitola “La Menzogna” l’intervento introduttivo di Valentina Pisanty, a cui seguono le note esplicative di Andrea Gilardoni. A farci intendere che non stiamo parlando solo di antisemitismo, né solo di “complotto giudaico”. Certo, il valore e il senso profondo delle parole mantengono interi i loro significati, e le pagine di Benz costituiscono in questo senso un prezioso strumento per aiutare soprattutto gli insegnanti a comprendere compiutamente le diverse articolazioni di apparenti sinonimi quali antigiudaismo, antisemitismo, antisionismo. E tuttavia dalla lettura di questo testo, cui si affianca una interessante appendice iconografica e una corposa postfazione della stessa Pisanty, si comprende appieno che ripercorrere la storia e la fortuna del testo dei “Protocolli” non significa solo interrogarsi per l’ennesima volta sull’assurdità della diffusione di un volumetto menzognero e artefatto, né ci consente di reiterare la condanna del sempiterno riemergere dell’antisemitismo.

 

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La memoria dei padri, titolo dell’opera e tema caro alla tradizione ebraica, allude alla genesi della ricerca e all’appartenenza religiosa della famiglia, mentre il sottotitolo rimanda alla vicenda di una famiglia di mercanti e armatori ebrei. Il cuore del libro è uno spaccato della società veneziana ricostruito su fonti d’archivio attraverso le vicende di questa famiglia, che partono in modo dimesso a Corfù con Leon di Menachem Vivante nel primo Settecento, raggiungono il culmine a Venezia con i figli tra la fine di quel secolo e l’inizio del nuovo e si concludono mestamente con i nipoti a metà Ottocento: il tutto, ampiamente annotato, è risolto per lo più in forma narrativa.

Nella ricerca delle origini il discorso si spinge tuttavia fino al Cinquecento, e in forma di ipotesi anche oltre, mentre alla fine di questo excursus viene ricostruito in sintesi il passato più recente. L’opera, che si era aperta con un ritratto della famiglia nella quale l’autore ha trascorso la giovinezza - nostalgico e insieme vivace, ma anche allusivo alla tragedia che presto sarebbe sopraggiunta -, è percorsa da vicende che sfiorano il romanzo, come quella di Rachele Vivante (della quale in Appendice viene pubblicata la straordinaria deposizione resa ai funzionari veneziani), mentre singolare interesse desta tra le altre la ricerca sulle origini dei baroni Vivante di Trieste. L’Appendice, cui hanno collaborato Piergabriele Mancuso (libri ebraici) e Gilberto Penzo (tecnica navale veneziana), reca inoltre gli alberi genealogici della famiglia.

Il libro verrà presentato in occasione della Giornata di Studio organizzata dalla Comunità ebraica di Venezia domenica 29 novembre 2009.

L’amore e la fede, il rapporto con la tradizione, l’identità religiosa e nazionale, il singolo a confronto con la società del suo tempo, la microstoria e la macrostoria. Nella quiete solenne del Monastero di Latrun, presso Gerusalemme, uno scrittore ebreo bulgaro si interroga su alcune delle questioni fondamentali dell’esistenza. I canti domenicali della chiesetta di Latrun richiamano nella sua mente gli inni della sinagoga di Sofia ascoltati durante l’infanzia, prima della Guerra, prima della grande follia che ha portato allo sterminio gran parte del suo popolo. Sull’onda dei pensieri, lo scrittore si immerge in una muta conversazione con le anime di quattro personalità intellettuali dell’Italia seicentesca: il “Monaco” genovese Ansaldo Cebà, l’ebrea veneziana Sara Copio Sullam e i suoi concittadini Leone da Modena, insigne rabbino e Baldassarre Bonifacio, vescovo di Capodistria, valente teologo. Alla complessa storia degli amori spirituali e carnali, delle incomprensioni e dei contrasti che hanno segnato la vicenda umana delle quattro anime immortali si intrecciano le esperienze autobiografiche dello scrittore, vissuto nella generazione della Shoà, testimone di alcune delle pagine più tragiche dell’intera storia dell’umanità.

Victor Baruch è nato nel 1921 a Sofia. È membro dell’Unione degli Scrittori Bulgari. Partecipa attivamente alle attività di Shalom, l’organizzazione degli ebrei bulgari, della quale è stato vicepresidente negli anni 1990-1992. Ha vinto il premio letterario “Sofia”. Numerose sue opere, perlopiù di carattere autobiografico, sono state tradotte in inglese e in francese. Il suo romanzo La poetessa diffamata viene reso noto al pubblico occidentale per la prima volta in questa versione italiana.

Editore Besa, Nardò 2008, postfazione di Fabrizio Lelli

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PROGRAMMA DEL CONGRESSO AISG 2010

RAVENNA 1-3 SETTEMBRE

 

I.                   SEZIONE TEMATICA:

 

PERCORSI E INCROCI DELLA MISTICA EBRAICA IN ITALIA

 

            Mercoledì 1 settembre

            Saluti e introduzione ai lavori del Congresso

 

h. 9.30-10.00         Saluto e benvenuto del Direttore del Dip.to di Conservazione dei Beni

                                            Culturali ospitante, Prof. Angelo Pompilio.

Saluto del Presidente dell’AISG.

                             

Saverio Campanini, Introduzione al Congresso: Il ruolo dell’Italia nella diffusio-ne della Qabbalah.

 

Sessione del mattino, presiede: Andrea Lattes.

 

h. 10.00-10.30       Giacomo Corazzol (Università di Bologna), I Sitre Torah ha-niglah dello Pseudo-Nachmanide: origine e fortuna dell’opera.

 

h. 10.30-11.00      Mauro Perani (Università di Bologna), Nuovi frammenti del Commento alla Torah di Nachmanide e di Menachem Recanati negli Archivi dell’area modenese.

 

h. 11.00          Discussione 

Coffee break

 

h. 11.30-12.00      Saverio Campanini (CNRS, Parigi), Il De divinis attributis di Cesare Evoli (1573).

 

h. 12.00-12.30      Fabrizio Lelli (Università del Salento), Una lettura aristotelica dell’albero sefirotico: l’Epistola della decade di Avraham de Balmes.

 

      h. 12.30          Discussione e pausa pranzo

 

 

Sessione del pomeriggio, presiede: Fabrizio Lelli.

 

h. 15.30-16.00      Mauro Zonta (Università di Roma “La Sapienza”), David Messer Leon e il rapporto tra mistica e filosofia nel suo Magen David.

 

h. 16.00-16.30      Angela Scandaliato (AISG, Sciacca), Astrologia e qabbalah nella Sicilia ebraica.

                             

h. 16.30          Discussione

Coffee break

 

h. 17.30-18.00      Andrea Lattes (Università di Bar-Ilan), L’esoterismo volgarizzato: Mosheh Zacuto e la diffusione dei Tiqqunim o rituali mistici in Italia.

 

h. 18.00-18.30      Michela Andreatta (Università di Venezia), Il cannocchiale cabbalistico: cabbala ed estetica barocca nella poesia ebraico-italiana del Seicento.

 

h. 18.30          Discussione e fine della giornata.

 

 

Giovedì 2 settembre

Sessione del mattino, presiede: Saverio Campanini.

 

h. 9.30-10.00        Sandra Debenedetti Stow (Università di Bar-Ilan), La mistica ebraica come chiave per  un’interpretazione della problematica creazionistica e della percezione della lingua originaria nella Commedia dantesca.

 

h. 10.00-10.30      Vadim Putzu, Aspetti del simbolismo del vino in Menachem Azariah da Fano.

                             

h. 10.30          Discussione 

Coffee break

 

h. 11.30-12.00      Natascia Danieli (Università di Venezia), Il fine didattico di alcune opere cabbalistiche di Mošeh ayyim Luzzatto.

 

h. 12.00-12.30      Cristiana Facchini (Università di Bologna), The correspondence between I.H.K. Cantarini and C.T. Unger. A Cultural Approach.

 

h. 12.30          Discussione 

Pranzo

                             

 

Giovedì 2 settembre

Sessione del pomeriggio, presiede: Pier Cesare Ioly Zorattini.

 

h. 15.30-16.00      Marina Arbib (Tel Aviv), Una voce femminile in difesa della Qabbalah: Rachel Morpurgo (1790-1871).

 

h. 16.00-16.30      Ariel Viterbo (The National Library, Gerusalemme), Il pensiero di Elia Benamozegh nella  ricezione di un suo discepolo: l’epistolario di Samuele Colombo rabbino di Livorno dal 1900 al 1923.

 

h. 16.30          Discussione

Coffee break

 

h. 17.00-17.30      Irene Kajon (Università di Roma La Sapienza), Dante Lattes come allievo di Benamozegh: dalla qabbalah al sionismo culturale

 

 

II. SEZIONE DELLE RELAZIONI A TEMA LIBERO:

 

Venerdì 3 settembre

Sessione del mattino, presiede: Mauro Perani.

 

h. 9.00-9.30           Viviana Mulè (Università di Palermo), Vicende familiari ebraiche a Messina nel XV secolo: i Faccas e i Maschazeni.

 

h. 9.30-10.00        Danièle Iancu-Agou (Nouvelle Gallia Judaica, Montpellier), Marseille et le départ de juifs comtadins vers le Levant (1559-1570).

 

h. 10.00-10.30      Cristiana Tretti (AISG, Milano), Una Terra d’oro e di zaffiri. La sorgente dei sentieri celesti nell’interpreta-zione cabbalistica di Giobbe 28.

 

h. 10.30          Discussione 

Coffee break

 

h. 11.00-11.30      Claudia Meloni (AISG, Porto Torres), Le testimonianze archeologiche della presenza degli ebrei in Sardegna: stato della questione e prospettive di ricerca.

 

h. 11.30-12.00      Elodie Attia (EPHE, Paris), Un manuscrit d’Elie Lévita pour Sante Pagnini conservé à la Bibliothèque Municipale de Lyon (mss. hébreux n. 3 et 4)

 

h. 12.00          Discussione

                        e pausa pranzo

 

     

Sessione del pomeriggio, presiede: Ida Zatelli.

 

h. 15.30-15.30      Mafalda Toniazzi (Università di Pisa), La presenza ebraica a Camerino nei secoli XIV-XVI: primi risultati di una ricerca.

 

h. 15.30-16.00      Ariel Viterbo (The National Library of Israel, Jerusalem), Conservare la storia: gli Archivi delle Comunità ebraiche in Italia e le loro vicende.

 

h. 16.00          Discussione 

Coffee break

 

h. 16.30-17.00      Silvia Quondamatteo (Università di Bologna), L’accusa di omicidio rituale nella predicazione dei missionari cristiani in Messico nel sec. XVI dalle Cartas de relaciones.

 

h. 17.00-17.30      Anna Lissa, Un viaggio nel regno dei morti alla ricerca di Euridice: la rappresentazione del femminile nel racconto di Aharon Appelfeld “Berta”.

 

            h. 17.30          Discussione

                                   e fine del convegno.